Gli antichi molini non separavano il germe, ma macinavano il grano  ‘ a tutto corpo '. La farina ottenuta risultava scura, ricca di fibre, ottima dal punto di vista nutrizionale, ma difficile da lavorare  con le moderne tecnologie. " Quelle moderni - si puntualizza dallo stabilimento di Cambiano (To) dove opera Varvello - estraggono il germe durante la macinazione: la sua ricchezza in olio lo rende un prodotto facilmente deperibile e soggetto a irrancidimento, soprattutto nella stagione calda ". Mancava quindi un anello della catena, rappresentato da una tecnologia esclusiva per estrarre il germe dal chicco del frumento e rimetterlo all'interno della farina in modo vitale e completo.   Questo il processo che ha permesso a Varvello, di ottenere una farina per pizza dal

gusto e dal profumo di una volta, ma dalle prestazioni moderne e dalle caratteristiche nutrizionali uniche. " Le vitamine e i Sali minerali - spiega la tecnologia Francesca Varvello - fungono da ricostituenti naturali per le cellule del lievito, che risultano rinvigorite e fortificate. La fermentazione, inoltre, è più completa e attiva; il risultato è un impasto areato e soffice. Da sottolineare, che la presenza di lecitine ed emulsionanti naturali va a influire sulla struttura della pasta, che al tatto appare quindi liscia e carnosa. Grazie alle caratteristiche della nostra farina gli operatori possono sfornare pizze più croccanti e frabili e dall'invitante colore dorato dovuto alla presenza di carotenoidi ".